Colori della Repubblica Italiana
   
La congiuntura negli Stati Uniti e i rapporti economici bilaterali: quadro di sintesi. ( aggiornamento gennaio 2013)

1.L'economia americana sta registrando un costante anche se tuttora lento tasso di crescita e l'incremento del PIL e' ancora troppo debole per consentire il ritorno al livello di sviluppo delle attivita' pre-crisi.
Mentre le previsioni di crescita del PIL per il 2012 sono tra l’1,7% e il 2%, la disoccupazione a settembre, per la prima volta dal 2009, è scesa sotto l’8% (7.9%) e i dati relativi al mercato immobiliare sembrano fornire alcuni segnali incoraggianti di ripresa sostanziale.
In questo contesto si è inserita la nuova manovra espansiva di sostegno all'economia americana (''quantitative easing'') adottata dalla FED con l'acquisto di titoli dagli istituti di credito immobiliare, a un ritmo di 40 miliardi di dollari al mese. La novita' della manovra e' data dal suo orizzonte potenzialmente illimitato fino a che non si riscontreranno sensibili miglioramenti nella diminuzione della disoccupazione e l'inflazione non cresca velocemente. In piena linea con il cosiddetto 'dual mandate' della FED, di controllo dell'inflazione e riduzione della disoccupazione.
Il settore d'intervento scelto e', ancora una volta, quello immobiliare (all'origine della crisi del 2008), che continua a necessitare di aiuto (eccesso di debiti). La speranza e', infatti, che l'effetto della manovra di riduzione dei tassi sui mutui possa creare benefici per le famiglie (che devono rimborsarli o comprare nuove case) e da qui stimoli per l'intera economia. A tal proposito, in linea con l'intera impostazione della manovra, la FED ha anche annunciato che manterra' i tassi d'interesse quasi a zero fino almeno alla meta' del 2015.
All’indomani della rielezione del Presidente Obama il quadro politico continua ad essere dominato dal serrato dibattito sui temi più scottanti in agenda (misure di politica economica e fiscale per il rilancio dell’economia, riforme, necessità di una maggiore crescita, lotta alla disoccupazione) tra i due partiti, i Repubblicani (maggioranza alla House) e Democratici (maggioranza in Senato) sinora divisi rispetto alle proposte formulate dall’Amministrazione Obama. E’ quindi da piu’ parti avvertita l’esigenza di un’intesa sulla politica di bilancio tra l’Amministrazione Obama e il Congresso per evitare le conseguenze negative del ''fiscal cliff'', costituite dall’effetto congiunto della concomitante scadenza di una serie di sgravi fiscali e di sussidi di disoccupazione d’emergenza nonché della riduzione automatica della spesa pubblica, misure queste che, a meno di interventi legislativi, entrerebbero in vigore l’1 gennaio 2013.

2. Dal punto di vista dell’impulso e del coordinamento delle attività di promozione del Sistema Italia negli Stati Uniti, l’Ambasciata a Washington ha intensificato la prassi di periodiche Riunioni di Sistema, presiedute dal Capo Missione, che hanno visto riuniti, a Washington e due a New York, i rappresentanti delle Amministrazioni e degli Enti italiani attivi, a vario titolo, sul territorio statunitense. A tali incontri, in attuazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 agosto 2008 sul coordinamento e la direzione della promozione del Sistema Italia, nonché in coerenza con la riforma dell’assetto della Farnesina, partecipano i Direttori Esecutivi italiani presso il FMI, la Banca Mondiale, la Banca Interamericana di Sviluppo, i rappresentanti di ICE, Banca d’Italia, ENIT, Istituto Italiano di Cultura, nonché dei Ministeri della Difesa e dell’Economia e delle Finanze.
Le riunioni hanno confermato in primo luogo l’opportunità di orientare l’attività promozionale sui settori ad alta tecnologia, in linea con le priorità dell’Amministrazione Obama per lo sviluppo economico a lungo termine degli Stati Uniti: trasporti/infrastrutture (in particolare alta velocità ferroviaria), energia/green economy, biotecnologie, aerospazio. Sono state inoltre esaminate le modalità per avvicinare le imprese e le Università alle opportunità offerte dalle IFI. Gran parte delle iniziative promozionali sono state incluse nel calendario delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia negli Stati Uniti (Italy @ 150).

Workshop bilaterale per la cooperazione nel settore Difesa (30 maggio 2012)
Diciannove aziende italiane e sette tra le principali imprese statunitensi hanno partecipato ad un workshop dedicato alla cooperazione nel settore della Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Washington.

L’incontro e’ stato organizzato in collaborazione con il Segretariato Generale della Difesa/DNA, tramite l’Ufficio dell’Addetto per la Difesa, in stretto coordinamento con la Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD). Hanno partecipato all'evento il Presidente di AIAD, Ing. Remo Pertica, e il Segretario Generale, dott. Carlo Festucci.

Oltre 100 incontri bilaterali svoltisi in Ambasciata tra le imprese partecipanti hanno offerto un’utile occasione di contatto diretto tra imprese italiane di piccole e medie  dimensioni con alcune delle principali aziende statunitensi di settore per individuare qualificate opportunità di collaborazione industriale.

L’evento ha dimostrato ancora una volta come tale cooperazione tra Italia e Stati Uniti sia molto solida e vitale e rifletta gli eccellenti rapporti bilaterali e l'elevato potenziale tecnologico e di innovazione delle aziende italiane del settore.

Fancy Food Show (18-20 giugno 2012)
E' stata l'Italia a fare la parte da protagonista al Summer Fancy Food Festival, la principale fiera commerciale del settore alimentare del Nord America a Washington. L'evento, giunto alla sua 58ma edizione, ha confermato anche quest'anno l'eccellenza della tavola italiana e il successo indiscusso dei nostri prodotti tipici Oltreoceano.  Dei 2400 espositori da 80 paesi del mondo, oltre 230 erano italiani ed ancora una volta questa e' stata la presenza piu' numerosa proveniente da un paese estero. La nostra qualificata presenza ha posto ancora in evidenza la forza del nostro comparto agroalimentare negli Usa. Nel 2011 gli Usa hanno importato dall'Italia prodotti alimentari e vini per un valore di 3,63 miliardi di dollari.

Un “side event” in Ambasciata con gli espositori, importatori e giornalisti ha permesso anche di approfondire opportunita’ su alcuni segmenti (biologico, kosher, senza glutine) e nuove sfide legate a regolamentazioni fitosanitarie su cui l’Ambasciata e l’Agenzia ICE sno attivamente impegnate.

Relazioni bilaterali ed opportunita` di investimento

INVESTIMENTI E PRESENZA USA IN ITALIA

Gli investimenti statunitensi di stock in Italia pari a $25,3 miliardi a fine 2011  rappresentano l’8,7% di tutti gli investimenti esteri in Italia. I flussi di investimenti statunitensi in Italia nel 2011 sono stati invece pari a 450 milioni di dollari, in aumento del 450% rispetto al 2010 quando erano stati pari a 81 milioni di dollari.

Il comparto che continua ad assorbire la più ampia quota di investimenti statunitensi in Italia (il 32% del totale) è quello dell’industria manifatturiera, con $8,1 miliardi investiti. Si conferma, poi, come la presenza americana in Italia sia concentrata nei settori della chimica, dell’elettronica e computer e della meccanica. I settori finanziario/assicurativo e servizi di informatica, con $3 miliardi investiti in ognuno a fine 2011, e il commercio all’ingrosso, con $2,1 miliardi, sono gli altri tre comparti nei quali gli Stati Uniti effettuano investimenti rilevanti nel nostro Paese.

STOCK  DI  INVESTIMENTI  DIRETTI  DAGLI USA
- miliardi di dollari -

2009 2010 2011
IDE TOTALI DAGLI USA 
3,518 3,790 4,155
IDE TOTALI DAGLI USA VERSO L’ITALIA   26,4 25,4 25,3
        Fonte : Elaborazioni Agenzia-ICE New York su dati US Department of Commerce - BEA (Bureau of Economic Analysis)

INVESTIMENTI E PRESENZA ITALIANA IN USA
Rispetto al 2009, quando lo stock di investimenti italiani in USA è sceso a $18,5 miliardi, nel biennio successivo l’Italia ha recuperato terreno, con flussi verso gli USA per un valore di $1.326 milioni nel 2010 e $3.266 milioni nel 2011, arrivando ad uno stock di 23 miliardi a fine 2011.
Dal 2003 e fino a tutto il 2011, l’Italia ha realizzato 326 progetti di investimento negli Stati Uniti, che risultano essere al secondo posto come Paese di destinazione degli investimenti italiani all’estero dopo la Cina.
Nel 2011 gli investimenti italiani in USA sono stati, in totale, 46 - rispetto ai 57 del 2010 – per un valore di circa $1,3 miliardi ed in crescita (+45%). Il numero di progetti rappresenta circa un terzo del numero totale (142) di progetti che l’Italia ha effettuato nel corso del 2011 all’estero.
I settori in cui si sono maggiormente concentrati gli investimenti italiani di tipo greenfield in USA nel periodo considerato (2003-2011) – secondo i dati fDI Markets – sono stati il settore del tessile abbigliamento, con il 30% del totale e hanno riguardato prevalentemente l’attività retail. A seguire il settore della meccanica strumentale (Industrial Machinery) con il 12% del totale e con progetti realizzati da Fiat, Brevini, Valvitalia,Finmeccanica, Leitner e altri.
Gli Stati Usa con la maggior presenza di aziende italiane sono lo Stato di New York (66 progetti), la California (34 progetti) e la Florida (32 progetti).

STOCK  DI  INVESTIMENTI  DIRETTI  DALL’ITALIA
 - milioni di dollari -

2009 2010 2011
 TOTALI DALL’ITALIA  18.567    19.881 23.021
QUOTA DALL’ITALIA IN USA      0,9% 0,9%  0,9%

 FLUSSI  DI  INVESTIMENTI  DIRETTI  DALL’ITALIA
 - milioni di dollari -

2009 2010 2011
 TOTALI DALL’ITALIA   -2.462   1.326 3.266
QUOTA DALL’ITALIA IN USA -1,7% 0,7%  1,4%

Fonte : Elaborazioni Agenzia-ICE New York su dati US Department of Commerce - BEA (Bureau of Economic Analysis)
 
INTERSCAMBIO COMMERCIALE
Nei primi otto mesi del 2012 le importazioni dall’Italia, con un valore di $24,978 miliardi, hanno registrato un incremento del 9,83% rispetto allo stesso periodo del 2011, dato superiore a quello delle importazioni statunitensi dal mondo e dall’UE, rispettivamente salite del 4,66% e del 4,75%. Tra i paesi dell’UE è il quarto fornitore del mercato americano, dopo Germania, Regno Unito, Francia.
Tra i fornitori a livello mondiale, con una quota in crescita dell’1,64%, l’Italia occupa la 13ma posizione, preceduta dai paesi esportatori di prodotti energetici, quali: Venezuela, Arabia Saudita e Brasile.
A livello settoriale, la meccanica continua ad essere il settore di maggiore rilievo, con una quota del 20,7% sul totale delle importazioni americane dall’Italia. Seguono poi i settori: moda ed accessori (13,9%), chimica e derivati del petrolio (13,9%), agroalimentari e vini (9,6%), veicoli terrestri (6,2%), macchine elettriche (5,2%), farmaceutica (5,1%), casa e arredo (4,3%).
I prodotti ad elevata tecnologia, con un valore di $ 2,631 miliardi, coprono  il 10,53% circa del totale delle importazioni dall’Italia. In particolare, aerospazio, biotecnologie life science ed elettronica sono i settori di maggiore rilievo.

INTERSCAMBIO USA - ITALIA
Valori in milioni di dollari - 2012 gennaio-agosto
2011 2012 Var.
IMPORT USA dall'Italia 
22,742   24,978  9.83%
Quota di mercato     1,57% 1,64% 
EXPORT USA verso l'Italia
10,701 11.076  3,51%
Quota di mercato 1.10%   1.08%
Saldo Commerciale - 12,042   - 13,901 

Fonte : Elaborazioni Agenzia-ICE New York su dati US Department of Commerce
 

Sul piano degli investimenti, la crisi ha offerto in alcuni settori  una opportunità di inserimento per le nostre imprese in un mercato comunque caratterizzato da crescente competitivita’. Gli Stati Uniti - con un reddito nazionale superiore ai 14.000 miliardi di dollari  ed un mercato interno di oltre 300 milioni di persone, con reddito medio annuo di 47 mila dollari – sono  un mercato di fondamentale importanza strategica per dimensioni, centralità nel sistema economico globalizzato e capacità di traino nei modelli di consumo rispetto al resto del mondo. Negli ultimi due anni numerose imprese italiane hanno quindi colto l’opportunita` di investire in America. Tra esse spiccano: Finmeccanica che ha acquisito la DRS Technologies, societa’ leader nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa e Fincantieri che ha acquisito la Manitowoc Marine Group (Mmg), divisione costruzioni navali dal gruppo Manitowoc sul lago Michigan, puntando a consolidare la sua presenza nel settore della difesa marittima. Operazioni di investimento sono state effettuate anche da: Bracco, Brembo, Colavit, Enel,Eni, Ferretti,Italcementi, Mediaset, Pirelli, Prysmian Cavi, Sogefi.

Le aziende italiane, con una presenza diretta negli USA, risultano essere 1206.

I comparti in cui sono maggiormente concentrate le aziende sono:

Meccanica strumentale - 302 aziende (pari al 25% delle presenza italiana in USA)
Moda/Tessile -  200 aziende (16,6%)
Mobili-arredamento - 121aziende (10%)
Mezzi di trasporto/ componentistica -76 aziende (6,3%)
Agroalimentare-Bevande - 67 aziende (5,6%)
Chimica/Farmaceutica/Biotecnologie – 45 aziende (3,7%)
Elettronica/Informatica/Telecomunicazioni – 45 aziende (3,7%)
Edilizia/materiali/Ingegneria – 43 aziende (3,6%)
Metallurgico-siderurgico – 35 aziende (2,9%) 

Gli Stati con la maggiore concentrazione di aziende  italiane sono nell’ordine:

New York –232 aziende (pari al 19,2% delle aziende presenti)
Florida –  166 (13,8%)
California - 136 (11,3%)
Illinois - 88 (7,3%)
Texas – 79 (6,6%)
North Carolina – 74 (6,1%)
Georgia – 72 (6%)
New Jersey – 56 (4,6%)
Pennsylvania – 33 (2,7%)
Ohio – 23 (1,9%) 

Delle 1206 aziende rilevate, la maggior parte (circa 1.010, l’84% del totale) è presente con filiali commerciali. 

Tra queste, circa il 10% dispone anche punti di vendita al dettaglio. 

Inoltre 48 aziende, pari al 4% del totale, dispongono di stabilimenti produttivi e/o di assemblaggio/servizi post-vendita, 19 aziende (1,6%) hanno uffici di rappresentanza e le restanti svolgono funzioni di concessionari, centri di distribuzione ed uffici di servizi e/o consulenza.

Per ulteriori informazioni, consultare il seguente link:


Dollar 
Fare affari negli USA
    • Qui le imprese italiane troveranno informazioni su come fare affari negli Stati Uniti
Euro Fare affari in Italia
    • Qui le imprese americane troveranno informazioni su come fare affari in Italia
S & D Dichiarazioni e documenti
    • Documentazione e Dichiarazioni finali di eventi rilevanti di settore a livello internazionale
Country Outlines Scheda Paese
    • Scheda di sintesi testuale corredata da tabelle relativa all’interscambio commerciale Italia-USA, settori merceologici e flusso e natura degli investimenti tra i due Paesi
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