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INTERWIRE 2007

 

INTERWIRE 2007
"Interwire 2007”: la partecipazione italiana 

Ha avuto luogo dal 7 al 10 maggio, presso l’International Exposition Center di Cleveland (Ohio), la fiera “Interwire 2007”, la manifestazione - biennale - piu’ importante sul mercato americano per il settore delle macchine per la lavorazione del filo e del cavo. La novita’ di questa edizione e’ stata rappresentata proprio dalla citta’ che, rispetto alla sede tradizionale di Atlanta, e’ considerata piu’ centrale in relazione alla grande area industriale del Paese. I numeri hanno confermato la bonta’ della scelta. Significativa, infatti, la partecipazione registrata: circa 550 imprese, in maggioranza statunitensi, per un totale di oltre 5900 visitatori, con un incremento del 14% rispetto al 2005, secondo i dati forniti dalla “Wire Association International” (WAI), l’associazione internazionale di categoria fondata nel 1930.
La presenza italiana e’ stata assicurata dallo stand organizzato dall’Ufficio ICE di Chicago, in collaborazione con l’”Associazione Costruttori Italiani Macchine per Filo” (ACIMAF). Un totale di 12 aziende, cui si devono aggiungere altre 12 che hanno partecipato con propri padiglioni. Un intervento quello italiano imponente e caratterizzato dall’alta qualita’ delle societa’, alcune delle quali gia’ presenti sul territorio americano ed abituate a competere per la supremazia a livello internazionale. Secondo le statistiche dell’ICE, la domanda di fili e cavi in alluminio, rame e acciaio, e’ stata pari a circa 23 miliardi di dollari nel 2000 (ultimo dato disponibile), mentre dovrebbe aver raggiunto alla fine del 2005 i 25 miliardi. A partire dal 2001, si e’ assistito ad una forte riduzione degli investimenti nell’industria americana (tendenza che sembra essersi fermata), accanto ad una propensione verso il consolidamento dell’industria del filo e cavi nei Paesi a economia avanzata e ad uno spostamento della produzione verso le economie emergenti, in particolare la Cina ed altri Paesi dell’Estremo Oriente. Notevole la presenza straniera sul mercato statunitense con oltre il 70% di importazione dei macchinari ed il 30% delle trafile. Principali fornitori si confermano, nel 2006, il Giappone con il 21,2% del totale dei macchinari, il Canada con il 18,7%, la Germania con il 16,1% e l’Italia con l’8,8%. Il nostro Paese, in particolare, ha avuto un andamento crescente dell’export passando dai 12,5 milioni di dollari nel 2004, ai 15,3 nel 2005 ed ai 17,3 nel 2006.
Segnali positivi ed incoraggianti per il futuro sono giunti dagli imprenditori italiani presenti a Cleveland incontrati dal Console, Carlo Romeo, dopo l’inaugurazione, il 7 maggio, dell’elegante stand italiano, insieme al Direttore dell’ICE di Chicago, Pasquale Bova, ed al neo Vice Console onorario a Cleveland, Serena Scaiola. Si conferma l’importanza del mercato statunitense, nonostante alcuni aspetti “arretrati” rispetto a quello europeo o giapponese, e le ancora grandi opportunita’ offerte per le nostre imprese all’avanguardia nel settore della tecnologia. Unanime e’ stata, tuttavia, la preoccupazione dell’apparente inarrestabilita’ della concorrenza cinese, in cui un ruolo fondamentale e’ pero’ svolto - come ha sottolineato il presidente dell’ACIMAF, Ferruccio Bellina - dalla contraffazione dei macchinari.



Dott. Carlo Angelo Bocchi, Responsabile Area Beni Strumentali ICE Roma
Dott. Carlo Romeo, Console d'Italia in Detroit
Dott. Pasquale Bova, Direttore ICE Chicago
Dott.ssa Serena Scaiola, Vice Console onorario in Cleveland






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